“Non esiste amore tranne che nel silenzio, e il silenzio non dice una parola”
(Bob Dylan)
In tempi normali, avere nostalgia del Natale è un lusso da spostati o da benestanti annoiati.
Quando sei annoiato ogni angolo ti penetra l’anima e te la tiene in prigione: non si evade, non esiste distrazione, ti guardi dentro come sei, glaciale come stella d’inverno.
Nessuna verità, nessuna bellezza, nessuna fede e tantomeno speranza.
L’avidità e la sete di potere degli uomini.
Dio è in cielo, e noi tutti vogliamo ciò che è suo”.
Questa è la descrizione del desiderio di immortalità: pur di vivere per sempre, l’uomo verrebbe a patti con chiunque.
E allora succede, può succedere, di rimpiangere quel tempo dove guardavi il cielo grigio attraverso i vetri appannati dal freddo, felice per la magìa della neve che cadeva lieve e cambiava l’aspetto delle cose terrene.
Erano momenti di silenzio interiore dove recuperavi le cose preziose dimenticate in un angolo lontano insieme alle immagini sgualcite dalla fretta.
Cos’è che fa grande l’attesa del Natale?
Il Figlio di Dio porta la luce che allontana le paure quotidiane e senti il cuore pulsare di gioia.
La gioia è il volo del pensiero che si perde in un abbraccio non richiesto.

