Andrà tutto bene…

Salve a tutti. Siamo Simona e Sandro, 53 e 60 anni.

Per quartiere di abitazione, non facciamo parte di questa parrocchia, ma da qualche mese la frequentiamo. Il perché è semplice, e la nostra storia lo spiega.

Abbiamo perso i nostri rispettivi coniugi cinque anni fa, e abbiamo passato, come è facile comprendere, momenti decisamente non belli.

Simona aveva già conosciuto Don Graziano, che in quei momenti difficili le aveva dato un grande conforto spirituale.

Dio, che nella sua misericordia a volte concede la famosa seconda possibilità, nel suo disegno ha riunito in uno solo i nostri sentieri quasi tre anni fa, ed è nata tra noi una storia che, coronavirus permettendo, si sublimerà nel luglio prossimo con il nostro matrimonio, ovviamente celebrato da Don Graziano.

Io, Sandro, non conoscevo Don Graziano, ma già in un incontro avvenuto nei giorni di una sua fugace visita in Italia durante il suo periodo a Manila, ho avuto a mia volta la fortuna e la gioia di incontrarlo ed è stato un momento molto bello, che ha fatto riscoprire in me un percorso di fede che per un po’ di tempo era rimasto latente in qualche cassetto del cervello.

Una volta rientrato Don Graziano dalle Filippine, è quindi stato per noi naturale spostarsi, per frequentare la messa del sabato, alla parrocchia di San Giovanni Evangelista.

E ci è sembrato giusto, su sua sollecitazione, di provare a dare un nostro modesto contributo alla comunità.

E allora Simona si è proposta come lettrice, Sandro per suonare la chitarra proprio alla celebrazione del sabato.

Poi abbiamo cominciato a frequentare e a fare compagnia ad un parrocchiano, più o meno della nostra età, che ha grosse difficoltà di deambulazione e che da mesi è confinato in una struttura del comune: qualche volta con il nostro cane Stella, che con la sua dolcezza ha portato un po’ di allegria anche agli altri ospiti, per lo più anziani, della stessa struttura.

Insomma, un impegno piccolo, che non ci porta via troppo tempo.

Ma che ci ha dato molta serenità.

In questi terribili giorni i nostri contatti sono giocoforza soltanto telefonici, ma capiamo che anche una voce può essere importante. Non solo per dare, ma anche e soprattutto saper ricevere.

Perchè, come disse una volta Don Graziano in una predica che tanto ci ha fatto riflettere, quando qualcuno bussa alla nostra porta, oltre a chiederci cosa possiamo dare, dobbiamo aprire il cuore e pensare a quali cose egli può regalare a noi e al nostro cuore.

Andrà tutto bene. Che Dio benedica tutti noi.  

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